La Stagione

“Gestire un teatro è cedere alla lusinga di volersi sentire importanti per una comunità”

Da sempre, la società civile, ha delegato al Teatro un incarico fondamentale: quello di tener viva la curiosità raccontando, senza mediazioni, le storie della vita di ognuno di noi, perché la visionarietà del Teatro resta attuale nel tempo e le storie che racconta, apparentemente sempre le stesse, sono le nostre storie.

Un teatro moderno, come nella sua breve vita ha dimostrato di essere il Creberg Teatro, ha il dovere di attualizzare il proprio linguaggio, di “crescersi” un pubblico, di allargare il fronte della propria proposta, di non essere mai prevenuto verso il “nuovo” e il “diverso”, di essere curioso sempre e comunque, ma, ugualmente, di raccontarci delle storie.

In una città come Bergamo, con il suo vasto hinterland, per tanti anni è stato il Teatro Donizetti ad assolvere da solo al compito di portare in scena il meglio delle proposte teatrali e di costruire un pubblico appassionato e critico che è un patrimonio fondamentale di ogni comunità.

Da alcuni anni si è aggiunto il Creberg Teatro che ha intuito cosa fosse necessario per completare la già corposa offerta presente; così alla prosa classica e contemporanea, alla lirica e al giovane teatro sperimentale, la proposta cittadina si è arricchita dell’articolato mondo del cosiddetto teatro pop.

Così la “tenda” del Creberg è diventata il luogo permanente di un grande circo del Teatro dove han trovato casa comici e acrobati, danzatori e musicisti, guitti e clown, i musical e le commedie popolari, tutti impegnati a raccontarsi al pubblico.

E questa è la strada che vogliamo continuare a percorrere consapevoli che il successo riscontrato in questi anni è un patrimonio da non disperdere.

Il nostro impegno sarà dunque rivolto alla realizzazione di un variegato cartellone di spettacoli che rappresentino al meglio le varie anime del teatro moderno: spazio perciò ai grandi interpreti del palcoscenico, ai musical, alla comicità d’autore, alla commedia musicale e al varietà.

Ma tanto spazio anche ai balletti classici e alla danza di tradizione popolare, come il tango e il flamenco, che il pubblico ha dimostrato di apprezzare particolarmente.

Compito di un grande teatro popolare è quello di accompagnare i momenti di tradizione con  proposte in sintonia con gli appuntamenti del calendario.

A questo proposito gli spettacoli per tutta la famiglia, i cosiddetti family show, a Natale e Carnevale;  l’appuntamento del giorno della festa della donna l’8 marzo e, immancabile, il Capodanno a teatro.

Ma un teatro è popolare anche quando non si distrae mai dal considerare fondamentale il rapporto con la storia della realtà nella quale vive e opera.

Bergamo è una città orgogliosa della propria identità culturale, universalmente conosciuta per il suo spirito operoso, una città del lavoro, ricca di storie di imprenditori e di lavoratori. E il teatro non si è mai sottratto all’impegno di raccontare questo mondo.

Proprio per questo motivo non può mancare nel cartellone di un teatro come il Creberg una forte presenza di spettacoli appartenenti al contesto di quello che si usa chiamare “Teatro Civile”, genere che in questi anni si è affermato con sempre maggior forza e che ha portato le vicende di vita vissuta sui palcoscenici di tutto il Paese.

La volontà di guardare avanti e di percorrere strade nuove ci porta a pensare di approfondire un settore che sta affermandosi con grande forza nel panorama mondiale dello spettacolo dal vivo: la danza contemporanea declinata nelle sue varie sfaccettature, dalla danza di strada, nata nelle aree metropolitane di tutto il mondo, fino al teatro fisico delle grandi compagnie americane e nordeuropee.

L’apertura progressiva verso l’ospitalità di gruppi internazionali andrebbe a colmare la necessità di conoscenza di esperienze diverse dalle nostre, ma, in un mondo sempre più globalizzato specie nell’informazione della rete, molto vicine alle esigenze di un pubblico giovane e abituato a   “consumare” questo tipo di eventi solo ed esclusivamente attraverso i social network e i canali internet tipo You Tube.

Ma fare teatro a Bergamo può e deve voler dire molto di più.

Vuol dire operare in una straordinaria città d’arte, da vedere, visitare e, soprattutto, vivere e che può trarre, anche attraverso il teatro, grandi vantaggi dal punto di vista del turismo culturale a maggior ragione ora che siamo alla vigilia di un appuntamento che porterà, in occasione dell’Expo 2015, un importante flusso di visitatori in tutta l’area lombarda.

Per questo motivo il nostro impegno sarà anche quello di allargare il palcoscenico a tutta la città, perché fare Teatro a Bergamo deve voler dire vivere intensamente una comunità, regalarle divertimento, riflessione, musica, spettacolo, conoscenza del nuovo e recupero della tradizione.

Alla fine della stagione teatrale ci piacerebbe, come sempre e prima di tutto, avere la consapevolezza  di aver  fatto sognare a occhi aperti il nostro pubblico: perché il Teatro fa sognare a occhi aperti e aperta ti rende la mente.

Paolo Scotti

“Il Teatro racconta le sue storie a persone sedute vicine e vicine, spesso, le fa sentire…”